Bce: tassi e Qe fermi, giù stime Pil

Bce: tassi e Qe fermi, giù stime Pil

Bce: tassi e Qe fermi, giù stime Pil

di 9 settembre 2016 0 commenti

Mario Draghi delude i mercati. Il numero uno della Bce annuncia di voler lasciare invariati i tassi e non modificare il programma di acquisto dei titoli. Sono state inoltre riviste al ribasso le stime sulla crescita economica dell’Europa nel 2017 e 2018 e alcuni dati relativi all’inflazione.

Bce stime Pil

Mario Draghi ha dunque comunicato di voler lasciare i tassi invariati, confermando il programma Qe almeno sino al mese di marzo del 2017. Il presidente della Bce ha nel contempo tagliato le stime del Pil per il 2017 e il 2018, rivedendo al ribasso l’inflazione per il prossimo anno.

Un annuncio che ha deluso i mercati. Dopo le parole di Mario Draghi, le piazze europee sono passate in territorio negativo.Gli analisti si attendevano concrete novità ed invece sono rimasti delusi da prospettive peggiori per l’economia nel corso dei prossimi mesi.Preoccupazioni che si aggiungono a quelle della Brexit e per una domanda sempre più debole, influenzando l’umore dei mercati finanziari che, dopo aver rallentato, hanno virato in rosso.

Programma QE

Mario Draghi nel suo discorso ha comunque messo in risalto che i cambiamenti dello scenario economico non sono tali da giustificare dei nuovi e immediati interventi da parte della Bce.In base ai risultati ottenuti, il board della banca ritiene che la politica monetaria adottata sia pienamente “efficace”. Si procederà dunque con le misure già decise e con nessuna estensione del programma di acquisti. Prevista una maggiore “concentrazione” sul piano in atto che risulta essere già fruttuoso e pienamente funzionante.

Il Qe è stato confermato ad un livello di 80 miliardi di euro mensili.Il Consiglio direttivo della Bce ha inoltre dato incarico ai comitati competenti di esaminare tutte le alternative possibili, in modo da garantire il corretto andamento del programma di acquisti.Mario Draghi ha messo in risalto come le misure e le decisioni adottate nello scorso mese di marzo possano essere applicate anche di fronte ad un nuovo scenario economico contraddistinto da tassi estremamente bassi, motivo per cui si è ridotto il paniere di titoli aventi diritto all’accesso del programma.

Come anticipato, le stime sul Pil per il 2017 e 2018 sono calate rispettivamente all’1,6 per cento e all’1,7 per cento.Per quanto riguarda invece l’inflazione, è attesa in calo all’1,2 per cento per il 2017. Dati invariati per il 2016 e il 2018. Previsto dunque più tempo da parte della Bce affinché l’inflazione raggiunga il livello prossimo al 2 per cento, obiettivo dichiarato di Draghi.

Il numero uno della Banca centrale europea ha espresso nuovamente il concetto di essere comunque pronto a intervenire con tutti gli strumenti necessari per affrontare imprevisti scenari economici.

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