Il crollo del prezzo del Petrolio mette in crisi l’azionario

Il crollo del prezzo del Petrolio mette in crisi l’azionario

Il crollo del prezzo del Petrolio mette in crisi l’azionario

di 18 Gennaio 2016 0 commenti

Questa settimana è stata molto particolare per i mercati finanziari, in quanto diversi asset (in special modo quelli un pochino più rischiosi, oppure ad alto rendimento) sono stati colpiti dal “grande orso” dei mercati finanziari, che sembra non voler abbandonare la scena, e sarà destinato a rimanere in mezzo a noi per ancora molto tempo.

A portare in basso i mercati finanziari, sono stati semplicemente i mercati azionari mondiali, insieme al greggio ed al dollaro australiano. A catalizzare tutta questa confusione, è stata principalmente la Cina, che ha non pochi problemi con la sua crescita economica, il Greggio che è al minimo degli ultimi 12 anni, e una serie di dati USA che sono stati a dir poco deludenti.

I futures dello S&P500 e del Dow Jones, hanno avuto le loro due peggiori settimane ad inizio anno di sempre, non si era mai vista una performance così gravosa sui conti degli investitori, che si sono visti erodere i propri risparmi long su questi indici. Tuttavia, quelli che investivano al ribasso, hanno guadagnato, e vi vogliamo ricordare che è possibile guadagnare moltissimo con i CFD, in quanto permettono di “shortare” ovvero “vendere” i mercati, e quindi di scommettere al ribasso, facendo soldi anche quando tutti gli altri perdono.

Il movimento ribassista è stato così forte da oscurare il crollo di agosto 2015, oppure il minimo delle ultime 50 settimane, portando i mercati al loro livello più basso da Ottobre 2015.

Vi ricordiamo inoltre che la pressione di vendita potrebbe anche perdurare durante la prossima settimana, in quanto i mercati USA stanno chiusi durante la giornata di lunedì, per la celebrazione della giornata dedicata a Martin Luther King, Jr. Tuttavia, la Cina continuerà il rilascio dei dati finanziari importantissimi sul PIL, durante la giornata di martedì. La volatilità è prevista in aumento per la prossima settimana, e quindi ci si potrebbe aspettare degli ampissimi range di trading da parte dei mercati forex e azionari.

Non soltanto i mercati finanziari USA sono andati male, ma anche in Cina la situazione non è delle migliori, in quanto gli indici principali Cinesi sono crollati di oltre il 3%, e secondo molti analisti provenienti da tutto il mondo, questo potrebbe essere soltanto una fase “tampone”, che potrebbe portare ad ulteriori problemi sui mercati finanziari.

Gli indici Europei sono scesi ai loro livelli più bassi da Dicembre 2014. Stoxx 600 è ufficialmente in un mercato bearish, già di oltre il 20% rispetto al suo massimo di Aprile 2015.

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