NFP positivo porta il Dollaro in alto

NFP positivo porta il Dollaro in alto

NFP positivo porta il Dollaro in alto

di 11 Gennaio 2016 0 commenti

Venerdì scorso è stato l’appuntamento tanto atteso da tutti i traders, l’evento del Non-Farm Payrolls, che è senza dubbio il maggior “market-mover” del mese. Il Dollaro USA ha avuto un rally significativo durante la giornata di venerdì, dopo che il governo ha affermato che l’economia ha in pratica aggiunto molti più posti di lavoro di quanto ci si aspettasse, durante lo scorso mese di Dicembre. Questo movimento ha messo molta pressione all’Euro, che è ovviamente un anti-dollaro, e che quindi mette sempre molta pressione.

Soprattutto la sterlina, è stata senza ombra di dubbio una delle valute più colpite da questa rinnovata forza del Dollaro, crollando dello 0.70%:

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Secondo il Dipartimento del Commercio USA, il Non Farm Payrolls USA è cresciuto di ben 292 mila posti di lavoro, ben oltre le stime di 200 mila posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto al 5.0%.

Da quando la Federal Reserve si sta impegnando a mantenere il tasso di disoccupazione più vicino al 5.0% e l’inflazione al 2.0%, sono stati molti dubbi circa il fatto che l’aumento delle paghe orarie si è fermato allo 0.0%, invece della stima a +0.2%. La bassa inflazione potrebbe invogliare la Federal Reserve a mantenere i tassi d’interesse invariati. Attualmente, gli investitori credono che la Federal Reserve innalzerà i tassi d’interesse ancora di altri 25 punti base durante il mese di Giugno.

All’inizio della settimana, i verbali Fed appena rilasciati mostrarono che i membri della FOMC erano preoccupati per la bassa inflazione, anche se hanno tuttavia votato all’unanimità per aumentare i tassi di interesse per la prima volta in nove anni, il 16 dicembre scorso.

Le coppie GBP/USD e EUR/USD hanno continuato a sentire la pressione a causa della divergenza tra le politiche monetarie della Banca d’Inghilterra, la Banca centrale europea e la Federal Reserve americana.

I commercianti hanno venduto prepotentemente la sterlina britannica mentre speravano nella possibilità di un rialzo dei tassi nel tardo 2016. Inoltre, le preoccupazioni elevate circa la tempistica e l’esito di un referendum per mantenere il Regno Unito all’interno dell’Unione europea, ha un po’ allontanato gli investitori dalla “Sterling”.

L’euro è stato sotto pressione a causa delle preoccupazioni sulla bassa inflazione. Secondo recenti report sull’inflazione, per la BCE potrebbe essere necessario implementare un ulteriore stimolo monetario (che indebolirebbe ancora di più l’Euro). La debolezza dell’economia cinese, economia che ricordiamo è ancora in via di sviluppo, potrebbe danneggiare l’economia della zona euro, perché molto probabilmente il tutto si tramuterà in molta meno domanda da parte dei cinesi di beni e servizi europei. Gli operatori sono anche molto preoccupati per gli effetti delle economie dei paesi emergenti ai danni dell’economia della zona Euro.

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