Telecom punta a Metroweb, ecco cosa potrebbe accadere

Telecom punta a Metroweb, ecco cosa potrebbe accadere

Telecom punta a Metroweb, ecco cosa potrebbe accadere

di 12 Maggio 2016 0 commenti

Dopo tante voci, l’offerta Telecom per Metroweb è stata finalmente formalizzata mediante consegna della proposta alla Cdp, che detiene tra le mani un pacchetto equivalente al 46,2 per cento della società (il fondo infrastrutturale privato F2i, che è ancora l’azionista di maggioranza al 53,8 per cento, fino a poche ore fa sosteneva invece di non aver ricevuto nulla). Un’offerta equivalente a circa 820 milioni di euro, particolarmente flessibile nei termini di regolamento: al suo interno viene infatti contemplata la possibilità di corrispondere l’ammontare integralmente in contanti, o in contanti per la quota F2i e una quota del 15-20% della Sparkle alla Cdp, o la proposizione (o riproposizione) del piano di joint per la costruzione della rete in fibra ottica con Telecom al 67% e Cdp al33%.

Sulla base di tale portafoglio di alternative, la palla passa pertanto ora in mano alla Cdp, magari tenendo anche conto delle proposte potenzialmente concorrenti (Enel non sembra aver deciso ancora in merito, ma potrebbe – rumors alla mano – proporre l’alternativa di una joint con il 51% in mano a Cdp, finalizzata a costituire la nuova infrastruttura per un impiego iniziale di 4 miliardi di euro).

Detto ciò, considerando anche che l’offerta di Telecom – come sopra introdotto – prevede anche la non sottovalutabile opzione di acquistare subito il 67% lasciando agli attuali soci il 33% e sottoscrivendo un contratto di opzioni put & call esercitabili a sette anni, sembra che la scelta di Cdp possa essere non solo assunta in ottica finanziaria e strategica, bensì anche politica. Nell’ipotesi di acquisto della maggioranza, verrebbero comunque lasciati a Cdp alcuni posti in consiglio di amministrazione, e diversi poteri di veto.

Per quanto concerne la tempistica, Telecom ha voluto accelerare i tempi passando alla controffensiva e ponendo una deadline stringente: la propria offerta dura infatti meno di una settimana, e scade lunedì 16. Se entro tale data la proposta non fosse accettata o fosse esplicitamente respinta, il mancato esborso per Metroweb e l’incasso dall’ipo di Sparkle doterebbe Telecom di 1,6 miliardi per accelerare gli investimenti.

A nostro giudizio, e in attesa di una potenziale reazione da parte di Enel, un altro operatore interessato all’affare, non possiamo che ritenere di grande rilevanza strategica il business Metroweb per Telecom: la compagnia ne avrebbe importanti benefici in termini di sviluppo del proprio piano della rete in fibra ottica, alleviando il peso competitivo che esercitano altri progetti come Enel Open Fibre. Peraltro, l’acquisizione di Metroweb verrebbe effettuata senza particolari sbilanci di risorse (come abbiamo visto, le alternative messe in piedi sono in grado di assicurare una copertura varia ed equilibrata), e potrebbe riflettere un margine sull’EBITDA di circa il 15%, secondo quanto suggeriscono i calcoli effettuati sui ricavi 2015 di 1,38 miliardi di euro, e EBITDA di 200 milioni di euro.

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